Tecnica di Manipolazione Fasciale
Presso il mio ambulatorio eseguo principalmente valutazioni e trattamenti manuali secondo il metodo Manipolazione Fasciale
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In cosa consiste la tecnica di manipolazione fasciale?
La Manipolazione Fasciale è una metodica di terapia manuale utilizzata per il trattamento di dolori muscolo-scheletrici e disfunzioni viscerali attraverso il trattamento di specifici punti presenti su tutta la superficie corporea denominati Centri di Coordinazione. Questi punti sono la sede primaria della tensione e rigidità muscolare che genera il sintomo doloroso e vengono trattati con i polpastrelli, le nocche o il gomito in base alla zona interessata.
Le principali cause di alterazione dei Centri di Coordinazione sono meccaniche (traumi, fratture, interventi chirurgici, sovrauso: posture, movimenti lavorativi e/o sportivi), chimiche (alimentazione, farmaci) e fisiche (freddo, vento, umidità).
Tramite la Manipolazione Fasciale è possibile trattare patologie in fase sia acuta che cronica come:
- Patologie articolari (ad esempio spalla, ginocchio, caviglia)
- Lombalgia, lombosciatalgia, cervicalgia, cervicobrachialgia
- Dolori post traumatici o post chirurgici (distorsioni, esiti frattura, ricostruzione legamenti, protesi articolari, interventi ortopedici in genere)
- Dolori artrosici e tendiniti
- Sindromi neurali da compressione (ad esempio sindrome del tunnel carpale, neuroma di Morton)
Tramite questa metodica è possibile trattare anche disfunzioni viscerali come:
- Problematiche apparato digerente (gastriti, reflusso gastroesofageo, ecc)
- Problematiche apparato respiratorio (faringite, bronchite, asma, senso di oppressione toracica, senso di nodo in gola, ecc)
- Vertigini
- Problematiche del ciclo mestruale
- Crampi, emorroidi, cistite
- Disfunzioni viscerali senza una causa patologica conclamata
Cos'è la fascia?
La fascia è una membrana fibrosa che si estende in tutto il corpo immediatamente sotto la pelle che avvolge i muscoli, le articolazioni, i nervi, i tendini e gli organi interni.
Cos'è la densificazione?
La densificazione è un accumulo di fibre neocollagene prodotte dalla fascia per riparare le lesioni dovute a eccessive sollecitazioni meccaniche (traumi, sovrauso), chimiche (alimentazione, farmaci) e traumatiche. Questa riparazione o compenso serve a dare un precario equilibrio all’organismo. L’omeostasi che ne deriva non è fisiologica per cui spuntano alterazioni strutturali e funzionali, nonché sindromi dolorose. La causa, non è da ricercare nell’area di manifestazione sintomatica, ma nella Fascia. Questo è un vantaggio dal punto di vista terapeutico perché la fascia si può manipolare. L’osso, il muscolo, il nervo non sono malleabili dall’esterno, non sono deformabili.






In cosa consiste una seduta di Manipolazione Fasciale?
Ascolto attivo del paziente, della sua storia clinica e delle patologie tuttora in atto. L’anamnesi recente, soprattutto in presenza di disfunzioni croniche trova in quella remota le sue origini. Diventa così indispensabile venire a conoscenza di fratture, traumi, interventi chirurgici e dolori pregressi.
Sui dati raccolti viene elaborata una prima ipotesi fisiopatologica che restringe il campo dei punti sui quali concentrarsi.
Sono indispensabili a convalidare l’ipotesi di trattamento elaborata durante la fase precedente. La verifica motoria testa la presenza di limitazioni nell’escursione articolare, deficit di forza muscolare e l’insorgenza dei sintomi durante il movimento dei distretti esaminati rispetto ai tre piani spaziali. La palpazione dei centri di coordinazione ritenuti responsabili della disfunzione confermerà o meno la presenza di Densificazioni Fasciali.
Mira al ripristino del fisiologico equilibrio tensionale proprio del sistema fasciale. La manovra manipolativa, sviluppando attrito e calore profondo, ripristina il corretto e vicendevole scorrimento fra i diversi piani fasciali, normalizzando così la funzionalità muscolare ed articolare e garantendo la scomparsa del sintomo doloroso.
Scelta la corretta combinazione di Centri di Coordinazione da trattare, si utilizzano gomito, nocca o polpastrello per insinuarsi tra le diverse strutture fasciali fluidificando la sostanza fondamentale dei tessuti connettivi.
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Raccolta dati
Ascolto attivo del paziente, della sua storia clinica e delle patologie tuttora in atto. L’anamnesi recente, soprattutto in presenza di disfunzioni croniche trova in quella remota le sue origini. Diventa così indispensabile venire a conoscenza di fratture, traumi, interventi chirurgici e dolori pregressi.
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Ipotesi di piano di lavoro
Sui dati raccolti viene elaborata una prima ipotesi fisiopatologica che restringe il campo dei punti sui quali concentrarsi.
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Verifica motoria e palpatoria
Sono indispensabili a convalidare l’ipotesi di trattamento elaborata durante la fase precedente. La verifica motoria testa la presenza di limitazioni nell’escursione articolare, deficit di forza muscolare e l’insorgenza dei sintomi durante il movimento dei distretti esaminati rispetto ai tre piani spaziali. La palpazione dei centri di coordinazione ritenuti responsabili della disfunzione confermerà o meno la presenza di Densificazioni Fasciali.
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Trattamento
Mira al ripristino del fisiologico equilibrio tensionale proprio del sistema fasciale. La manovra manipolativa, sviluppando attrito e calore profondo, ripristina il corretto e vicendevole scorrimento fra i diversi piani fasciali, normalizzando così la funzionalità muscolare ed articolare e garantendo la scomparsa del sintomo doloroso. Scelta la corretta combinazione di Centri di Coordinazione da trattare, si utilizzano gomito, nocca o polpastrello per insinuarsi tra le diverse strutture fasciali fluidificando la sostanza fondamentale dei tessuti connettivi.
Perché la fisioterapia convenzionale spesso non ha risultati soddisfacenti e duraturi? Perché siamo sempre troppo attenti a DOVE il dolore si manifesta e poco curanti della CAUSA o punto di origine del problema
Facciamo qualche esempio pratico:
Capita spesso di avvertire un forte dolore al tallone o alla fascia plantare che infastidisce quando si cammina o la mattina quando si mettono giù i piedi dal letto. I primi giorni si spera che il dolore sia passeggero, ma poi inevitabilmente tende a peggiorare…
Di solito le indagini mediche si concentrano solo sul tallone, dove posso trovare uno sperone, un pò di infiammazione, una calcificazione (reperti assolutamente NORMALI anche in persone ASINTOMATICHE quindi senza dolore).
Anche le eventuali terapie, solitamente, si concentrano nella zona del dolore: infiltrazioni, tecar, laser, ultrasuoni, onde d’urto…
Cosa fa di diverso la Manipolazione Fasciale? Non si ferma solo al dolore. Indaga la storia: traumi precedenti non solo nel piede, ma anche (e molto più spesso) nei segmenti a monte (ginocchio, anca, schiena) e magari si scopre che qualche mese prima c’era stato un episodio di dolore al ginocchio “acuto” o una distorsione di caviglia.
Valutando poi manualmente i punti presenti ad esempio sul polpaccio è possibile trovare alcune di quelle densificazioni (le nostre “toppe”) che generano uno squilibrio meccanico e una trazione anomala sul tallone dove percepiamo il dolore.
Il trattamento sarà in primo luogo nella zona della densificazione, quindi sul polpaccio (e NON sul tallone!!). Dopo aver fluidificato il punto solitamente il paziente percepisce calore, un senso di liberazione e già in prima seduta una netta diminuzione del dolore al tallone.
La stessa cosa capita con i dolori cervicali, i dolori alle spalle o i formicolii alle mani, con il mal di schiena…la formula vincente è sempre indagare la storia, il vissuto, i traumi, gli interventi chirurgici…quasi sempre la Causa del dolore NON è solo dove percepiamo il dolore.